Il risultato delle elezioni politiche confermano i sondaggi che da oltre tre mesi, dalla caduta del Governo Draghi, avevano predetto. Subito occorre marcare che la Rai Ente Pubblico si era già uniformata a questi risultati incidendo nella campagna elettore oltre la sua veste istituzionale. Occorre quanto prima, ma è una utopia, sottrarre L'Ente Televisivo di Stato al monopolio dei Partiti. Esiste una trasmissione da oltre 40 anni che puntualmente, con la scusa dell'equidistanza, sta dalla parte del vincitore di turno. In una democrazia vera questo non accadrebbe, in una oligarchia allargata, si.
Blog di sviluppo per l'approfondimento della Geografia Politica ed Economica attraverso immagini, cartine, grafici e note.Atlante Geografico Statistico Capacità dello Stato.Parametrazione a 100 riferito all'Italia. Spazio esterno del CESVAM - Istituto del Nastro Azzurro. (info:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)
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lunedì 26 settembre 2022
Le Elezioni politiche. Considerazioni a margine
Il risultato delle elezioni politiche confermano i sondaggi che da oltre tre mesi, dalla caduta del Governo Draghi, avevano predetto. Subito occorre marcare che la Rai Ente Pubblico si era già uniformata a questi risultati incidendo nella campagna elettore oltre la sua veste istituzionale. Occorre quanto prima, ma è una utopia, sottrarre L'Ente Televisivo di Stato al monopolio dei Partiti. Esiste una trasmissione da oltre 40 anni che puntualmente, con la scusa dell'equidistanza, sta dalla parte del vincitore di turno. In una democrazia vera questo non accadrebbe, in una oligarchia allargata, si.
mercoledì 21 settembre 2022
Anno Accademico 2022/23 Iscrizioni ai master Politica MIlitare Comparata e Terrorismo ed ANti terrorismo internazionale
L’Istituto del Nastro Azzurro, tramite il CESVAM – Centro
Studi sul Valore Militare, ha attivato presso la Università degli Studi N.
Cusano Telematica Roma master di 1° livello e corsi di perfezionamento colti, nel quadro dei programmi accademici, a
diffondere ed approfondire gli studi e le ricerche sul Valore Militare.
1.
Master di 1° Liv. In “Storia Militare
Contemporanea. Dal 1796 ad oggi”. presso
la degli Studi N. Cusano Telematica Roma. Attivato dall’anno Accademico
2018/2019 (per laureati)
Iscrizione dal 1 settembre 2022. Info www.unicusano.it
/master
Master di 1° Liv. In “ Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi. presso
la degli Studi N. Cusano Telematica Roma. Attivato dall’anno Accademico
2020/2021 (per Laureati). Iscrizione dal 1 settembre 2022. Info www.unicusano.it /master
Master di 1° Liv. “Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale”. presso
la degli Studi N. Cusano Telematica Roma. Attivato dall’anno Accademico
2021/2022 (per Laureati). Iscrizione dal 1 settembre 2022. Info www.unicusano.it /master
Corso di Aggiornamento e Perfezionamento . “Terrorismo ed Antiterrorismo
Internazionale. presso la degli Studi N. Cusano Telematica Roma.. Attivato
dall’anno Accademico 2021/2022 (per Diplomati). Iscrizione dal 1 settembre
2022. Info www.unicusano.it /master
I
Soci del nastro Azzurro hanno condizioni agevolate di iscrizione che sono
riportate sul bando
Ulteriori Indicazioni ed approfondimenti: info didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org
venerdì 9 settembre 2022
Nota sulla guerra
|
|
martedì 30 agosto 2022
Rimini, il Papa, i Cattolici e Draghi con un dubbio: Porta Pia.
Ad un mese dalla caduta del Governo Draghi in Italia è iniziata la campagna elettorale. I partiti politici si presentano agli elettori con il variegato mondo delle promesse elettorali, sapendo benissimo che non potranno mai mantenerle. Le interferenze della Russia attraverso i partiti a lei collegati in questa campagna sono evidenti. La dichiarazione del Presidente Russo Medved che invita gli italiani a non votare per un governo, come quello passato, "idiota" rappresenta la superbia la spocchia di una Nazione non solo sull'orlo di una disintegrazione come quella del 1989, ma incapace di vincere una guerra, da lei chiamata operazione militare, contro una nazione che praticamente era nella sua orbita, Come ulteriore segno di debolezza ha mandato quattro navi in Adriatico, cercando di creare quel clima di scontro che andrebbe tutto a favore dei suoi partiti in Italia, nell'indifferenza totale degli Italiani, in vacanza, e tallonata dalla unità della marina Militare italiana che lo dovevano fare d'ufficio.
A Rimini, in quel consesso in cui anni fa accolto Berlusconi definito "uno di noi", che ha celebrato un matrimonio-non matrimonio , che si candida a Presidente della repubblica ad ogni occasione ora i cattolici, che hanno ricevuto l'ordine dal papa di astenersi dalla campagna elettorale devono per forza giocare la parte degli ubbidienti e non possono esultare ancora per una destra che si presenta con un programma retrivo: sovranismo ( ovvero il debito italiano lo pagano gli italiani, come giusto,) e la rinnovata autarchia di buona memoria. Ancora non siano arrivati a staccare le cancellate e a rovistare nelle cantine, ma ancora qualche passo e riusciremo ad avere le materie prime strategiche che ci servono con questo approccio altamente strategico. Però, occorre dirlo, faremo contento Medved, e non è poco.
Sarà un bel vedere a settembre nel quadro della maturità degli Italiani. Dopo aver sostenuto i 5 Stelle che effettivamente ci hanno fatto vedere le stelle, che ancora non si è capito perchè hanno fatto cadere il Governo, mossa propedeutica alla loro scomparsa, ora vediamo se lasciando l'Europa e lasciando chi ci può aiutare (Nato, Ocse UE ecc.) riusciremo a peggiorare una situazione che la più galoppante fantasia non poteva immaginare.
Draghi a Rimini ha tracciato il quadro di quello che si deve fare. Vediamo se i Cattolici, che ancora non hanno digerito Porta Pia, ma hanno un Papa, che venendo da un altro mondo, cerca disperatamente un pochino di farli rinsavire. Certamente non quel gruppo di cattolici "doc" che in una Chiesa di Via della Conciliazione a Roma pregano ogni sera in modo sentito ed accorato per la morte di questo. Papa. Lui chiede sempre di "pregare per lui" Forse non intendeva questo tipo di preghiere. Il dubbio rimane: a Porta Pia i piemontesi sono stati troppo buoni...
sabato 20 agosto 2022
La prigionia in mano ai Francesi 1940 -1945
La prigionia in mano ai Francesi nella seconda guerra mondiale in termini di crudeltà ed efferatezza non fu inferiore a quella nazista. Il Volume raccoglie le testimonianze di coloro che ne furono protagonisti.
Tale violenza ha assuto questo grado estremo anche per la politica italiana del fascismo, soprattutto il momento della entrata in guerra dell'Italia nel giugno 1940, quando la Francia era stata ormai sconfitta e prostrata. Chi semina vento sempre ha raccolto tempesta.
mercoledì 10 agosto 2022
Periodico del Nastro Azzurro, i Semestre 2022
martedì 9 agosto 2022
domenica 24 luglio 2022
La Caduta di Draghi
A conferma di quanto si scriveva, la politica italiana è sempr epiù inaffidabile, Draghi, e la sua squadra di tecnici non hanno più la maggioranza. Ora si va alla elezioni anticipate chiedendo al popolo sovrano chi ci deve governare. Ardua richiesta in quanto la classe politica, al contrario di altre professioni, non esprime persone che abbiano la capacita di affrontare temi complessi. Tutti possono fare tutto, il problema è come. Pertanto ancor auna volta l'Italia dimostra che non è in gradi di selezionare e esprimere una classe dirigente. Mancano quelle he una volta erano le scuole di formazione, confessionali, laiche di partito e chi arrivava alla politica era espressione di una selezione meritocratica degna di nota. I mesi che ci aspettano saranno all'insegna delle promesse, tanto nessuno le mantiene. Ad ognuno di queste occorre valutarla attraverso la griglia: come, le si realizza, con che soldi e con che uomini, A Roma ancora eccheggiano frasi " il vento cambierà.." il vento sta cambiando" In sei mesi risolveremo questo e quello. In realtà il vento non è cambiato, non è stato risolto quello che si voleva risolvere ma in più abbiamo un altro strato di persone che si sono fatte le posizioni lucrative e di rispetto su promesse e favole. Il rischio qualunquista è evidente, ma la realtà in politica, in prospettiva futura, supera sempre la più galoppante negativa fantasia.
domenica 10 luglio 2022
La politica Italiana sempre più inaffidabile
Le attuali vicende della maggioranza con le altalene del partito di maggioranza relativa che ancora non ha deciso che cosa sia, rendono sempre più inaffidabile la politica italiana, che ormai non sa più esprime leader e persone che siano in grado di poter gestire l'interesse pubblico. Aumenta la preoccupazione dei cittadini che di fronte alla pandemia e di fronte alla guerra in corso assistono a comportsmrtni che non sono proprio rassicuramti
giovedì 30 giugno 2022
domenica 19 giugno 2022
Antonio Trogu Evoluzione della nato
La sigla NATO sta per North Atlantic
Treaty Organization, ovvero Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del
Nord. Si tratta di un'organizzazione internazionale che ha lo scopo di creare
una collaborazione fra i paesi membri sotto il punto di vista della difesa.
La NATO nasce dal Patto Atlantico, firmato a
Washington il 4 aprile 1949, ed entrato in vigore il 24 agosto dello
stesso anno. L'organizzazione ha sede a Bruxelles, in Belgio e i paesi
fondatori sono stati 12 mentre oggi la lista dei paesi membri ha invece
raggiunto quota 30:
|
BELGIO (1949) |
REGNO UNITO (1949) |
ESTONIA (2004) |
|
CANADA (1949) |
STATI UNITI (1949) |
LETTONIA (2004) |
|
DANIMARCA (1949) |
GRECIA (1952) |
LITUANIA (2004) |
|
FRANCIA (1949) |
TURCHIA (1952) |
ROMANIA (2004) |
|
ISLANDA (1949) |
GERMANIA (1955) |
SLOVACCHIA (2004) |
|
ITALIA (1949) |
SPAGNA (1982) |
SLOVENIA (2004) |
|
LUSSEMBURGO (1949) |
POLONIA (1999) |
ALBANIA (2009) |
|
NORVEGIA (1949) |
REPUBBLICA CECA (1999) |
CROAZIA (2009) |
|
PAESI BASSI (1949) |
UNGHERIA (1999) |
MONTENEGRO (2017) |
|
PORTOGALLO (1949) |
BULGARIA (2004) |
MACEDONIA DEL NORD (2020) |
periodico italiano.it
L'elenco è in continuo aggiornamento, poiché, come previsto dal regolamento
dell'organizzazione, può diventare
membro della NATO “qualsiasi altro Stato europeo in condizione di soddisfare i
principi di questo trattato e di contribuire alla sicurezza dell'area
nord-atlantica”; ma con solo due limiti generali:
·
Solo gli
Stati europei sono candidabili per l'ingresso
·
I
candidati devono essere approvati da tutti i membri attuali
La NATO si impegna a risolvere
pacificamente le controversie. In caso di fallimento degli sforzi diplomatici,
ha il potere militare di intraprendere operazioni di gestione delle
crisi in base alla clausola di difesa collettiva presente nell'Articolo 5
del Trattato di Washington o dietro mandato delle Nazioni Unite, da
soli o in collaborazione con altre organizzazioni internazionali.
L'articolo 5 del Trattato
di Washington stabilisce
che un attacco armato a uno dei paesi membri viene considerato un
attacco diretto contro tutte le parti dell'organizzazione. Ciò comporta, si
legge nell'articolo, che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse,
nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva,
riconosciuto dall'art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte
o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di
concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi
compreso l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza
nella regione dell'Atlantico settentrionale.
Durante
la Guerra Fredda, la NATO aveva una missione chiara e rigorosa contrastare e
sconfiggere il Patto di Varsavia[1]. Dopo la caduta del muro
di Berlino e il dissolvimento del nemico storico rappresentato dal Blocco
Orientale, la NATO ha perso il suo status difensivo, trasformandosi in un
partenariato di collaborazione militare tra gli aderenti e agendo secondo le
risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU relative a situazioni di crisi
di importanza globale.
Nel
corso della Guerra Fredda, la NATO non si è mai impegnata in operazioni
militari, ma negli anni '90 nel corso del conflitto jugoslavo e della
guerra in Kosovo l'alleanza ha imposto una no-fly zone, quindi ha schierato una
forza di mantenimento della pace e nel 1999 ha effettuato bombardamenti sulla Jugoslavia
dal termine dei quali guida una operazione di sostegno alla pace in Kossovo,
KFOR. L'intero processo ha messo allo scoperto le inadeguatezze della NATO
nell'affrontare una guerra calda. Negli anni 2000, la NATO dopo gli
attacchi dell'11 settembre è andata in prima linea combattendo in Afghanistan e
addestrando le forze afghane a partire dal 2003, contrastando la pirateria
nelle acque vicino alla Somalia e poi in un intervento militare che aveva lo
scopo di proteggere i civili in Libia ed è andato molto più lontano del suo
mandato approvato dalle Nazioni Unite nel rovesciare il tiranno Muammar
Gheddafi.
La
Nato ovviamente in questi 73 anni ha dovuto adattare la sua natura e i suoi
obiettivi ai numerosi cambiamenti nello scenario internazionale, dalla sua
nascita sotto diversi aspetti è molto
cambiata ma rimane un’alleanza
transatlantica dove il ruolo principale, la regia, rimane agli USA che però per decidere ha bisogno del consenso e
dell’appoggio della sponda europea. Nel corso degli anni il rapporto interno
all’Alleanza è molto cambiato, durante la Guerra fredda la Nato era più ridotta
nel numero dei suoi componenti ma maggiormente
coesa per una sorta di comune “sentimento atlantico”, questo permetteva che
anche in situazioni difficili si potessero raggiungere decisioni importanti e
delicate, partendo anche da punti di vista e interessi differenti.
Oggi
la Nato è aumentata nel numero dei suoi membri e questo “sentimento atlantico” è
in parte cambiato, perché come prevedibile, è più influenzato anche dai punti
di vista e dalle priorità dei singoli Paesi, è condizionato dalla presenza dei
nuovi membri dell’Alleanza e da alcuni elementi critici nuovi, oggi presenti.
La
NATO ha intensificato la propria presenza nei Balcani. Prima nel 2009, con
l’ingresso di Albania e Croazia,
poi nel 2017 con l’inclusione del Montenegro e nel 2020 con l’adesione
dalla Macedonia del Nord, l’alleanza si è garantita la presenza su tutti gli
sbocchi europei sul mar Mediterraneo. Da sottolineare che la Russia da sempre
considera i Balcani una propria naturale zona d’influenza ed attualmente questa
è limitata alla sola Serbia, dove la NATO rimane altamente impopolare per via
del ricordo vivo dei bombardamenti.
Sul
piano europeo è evidente che vi sono differenze tra i Paesi membri, da un lato vi sono i Paesi dell’est e i
Baltici, entrati nell’Alleanza più recentemente, che hanno come priorità il
contenimento russo e questo allargamento ad est ha provocato uno sgretolamento delle
relazioni USA-Russia.
Sul
versante meridionale la tendenza e’ dare priorità al tema del Mediterraneo che
è però un tema poco sentito dai Paesi del nord-est. Vi e’ poi, all’interno
dell’Alleanza, una questione aperta che riguarda il rapporto con un alleato
importante come la Turchia. La trasformazione del ruolo della Turchia
nell’Alleanza va di pari passo con la trasformazione impressa dal presidente
Recep Erdogan alla politica estera e di difesa del paese, l’intervento militare
diretto di Ankara nel conflitto siriano allo scopo di contrastare la presenza
curda lungo i suoi confini meridionali, che viene percepita come una minaccia
alla sicurezza nazionale, ha sollevato
timori di uno scontro con Washington, alleata invece delle forze curde nella
lotta allo Stato islamico. Vi e’ poi la contesa che la Turchia ha con la Grecia
reclamando un “diritto” di trivellazione in area di competenza greca e questo
e’ fonte di imbarazzo nella NATO.
Come
detto e’ inevitabile che esistano sia in ambito atlantico sia in ambito europeo
delle diffidenze reciproche, l’Unione europea può avere interessi prioritari e
propri su aree o tematiche che magari interessano meno alla Nato come ad
esempio all’Africa, un continente in “esplosione” con grandi problematiche che
ci riguardano molto da vicino e anche con grandi potenzialità, che per gli
europei è una necessaria priorità.
Dall’altro
lato dell’Atlantico invece, negli Stati Uniti, il tema dell’adesione alla Nato negli
ultimi anni è stato un tema dibattuto anche se oggi, sia in ambito militare sia
politico sembra essere chiaro che l’esistenza della Nato e il rapporto con gli
alleati è centrale anche per la sicurezza nazionale americana.
Ma
nonostante questa adesione alla Nato in molti ambienti militari e politici
americani, qualche elemento di dubbio ha riguardato, in alcuni casi,
l’atteggiamento da parte della precedente presidenza, da cui la Nato è stata
spesso inquadrata più come un costo e non sempre in termini positivi. Si e’
visto che Trump non credeva nelle alleanze e negli impegni presi nei trattati, aveva molti dubbi sui partner europei e che
la leadership americana significava che
gli Stati Uniti avrebbero fatto ciò che volevano con gli europei che si
sarebbero adattati. Trump aveva bollato l’Alleanza atlantica come una
struttura obsoleta, un relitto della Guerra Fredda che metteva i bastoni
tra le ruote al suo tentativo di arrivare a una distensione con la Russia di
Vladimir Putin, questo aveva messo in crisi quello che sembrava un asse
politico militare indistruttibile.
Dopo
lo stupore per gli attacchi del presidente americano le capitali europee hanno
tratto le proprie conclusioni. È stata soprattutto Parigi ad essersi mossa con
più decisione per guidare l’Unione europea verso una maggiore indipendenza in
materia di sicurezza e difesa. In una intervista all’Economist a novembre
2019 il Presidente francese Macron aveva detto con parole inequivocabili
“stiamo vivendo la morte cerebrale della NATO” con riferimento alla mancanza di
coordinamento tra Europa e Stati Uniti e all'azione aggressiva in Siria della
Turchia, un membro chiave dell'Alleanza Atlantica. "Non c'è alcun coordinamento del
processo decisionale strategico tra gli Stati Uniti e i suoi alleati",
aveva dichiarato Macron, "c'è un'azione aggressiva non coordinata da
parte di un altro alleato della Nato, la Turchia, in un'area in cui sono in
gioco i nostri interessi". In pratica si riferiva al l'intervento militare
turco contro le forze curde nel Nord in Siria, fortemente criticato da alcuni
membri Nato, ma reso possibile dal ritiro delle truppe Usa, ordinato dal
presidente Usa Donald Trump.
Ricordiamo che nel 1966 la
Francia cessò la sua partecipazione al comando militare integrato e questa
decisione si e’ prolungata quarantatré anni, anni nei quali la Francia non ha
però mai fatto mancare l’appoggio all’Alleanza, con la partecipazione diretta
alle operazioni militari, dalla Bosnia ed Erzegovina, al Kosovo,
all’Afghanistan. Solo nel 2009 , con il Presidente Sarkozy e’ rientrata a pieno titolo nel comando
integrato dell’Alleanza.
La presidenza Biden è stata
accolta inizialmente dai membri della NATO con un sospiro di sollievo nella
speranza di ricucire gli strappi che si erano accumulati in quattro anni di
presidenza di Donald Trump. Rimangono però fattori di tensione che riguardano
le recriminazioni USA per gli scarsi contributi europei alle spese
dell’alleanza, lo spostamento del focus americano verso il Pacifico e non
ultimo il desiderio e tentativo europeo di avere una politica estera e di
sicurezza sempre più autonoma dalle risorse di Washington.
Inoltre gli alleati europei si sono lamentati di
quella che vedevano come un'inconcepibile mancanza di consultazione anticipata
ovvero il recente ritiro caotico delle forze occidentali dall'Afghanistan, che
e’ stato da alcuni visto come la più grande debacle che la Nato abbia subito
dalla sua fondazione.
L’intervento russo in Ucraina ha in un certo
modo ricompattato l’Alleanza anche se rimane la questione dell’ulteriore
allargamento della NATO con il possibile ingresso di Finlandia e Svezia. In
realtà i due Stati scandinavi, pur formalmente estranei al blocco atlantico,
sono da tempo integrati nel blocco occidentale essendo entrambi membri dell’Unione
europea e partner della NATO.
Sembra quindi superata la
posizione francese di “morte cerebrale dell’alleanza” che ora ritiene non
valido l’aspetto competitivo tra difesa europea e Alleanza transatlantica e che
quest’ultima può essere rafforzata da una sovranità europea.
E’ inevitabile che sia in
ambito atlantico che in ambito europeo vi siano delle diffidenze reciproche ma
ora più che mai un forte pilastro europeo può solo essere un valore aggiunto
per la NATO. Il quadro della sicurezza europea sta cambiando rapidamente,
rimane prioritario assicurare la difesa dell’integrità’ territoriale anche in
considerazione dell’intervento della Russia con forze militari nei confronti di
uno stato sovrano come in Georgia nel 2008, in Crimea nel 2014 ed ora in
Ucraina. E’ il momento di pensare ad una comune politica estera e di difesa
europea.
La sfida principale per la
NATO del futuro e’ prendere atto che l’Alleanza non dipende dalle scelte strategiche
delle amministrazioni americane e non funge da strumento della politica estera
di Washington ma è dotata di una componente, quella europea, che concorre
all’esistenza dell’ombrello Nato. Il progetto di “difesa europea” deve essere
sviluppato in tempi brevi con una linea politica chiara, condivisa ed unitaria
che potrebbe portare, in futuro ad una divisione dei compiti tra UE e NATO.
[1]
Nel
1955, l’URSS e gli altri stati socialisti del cosiddetto “blocco orientale”
sottoscrissero il Patto di Varsavia,
un’alleanza militare che aveva a sua volta lo scopo di fare da deterrente, dopo
l’ingresso della Germania Ovest nella NATO
venerdì 10 giugno 2022
Periodico del'Istituto del Nastro Azzurro. Primo Quadrimestre 2022
lunedì 23 maggio 2022
Prima Guerra Mondiale. Il 1915-1916 - La IV Guerra di Indipendenza
MASSIMO COLTRINARI,
GIANCARLO RAMACCIA, (a cura di), COMPRENDERE
LA GRANDE GUERRA. DAL PRIMO AL SECONDO ANNO DI GUERRA: 1915 – 1916. ATTI DEL
CONVEGNO IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DEL DECORATO SALO’ 23-24 APRILE 2016
Roma, Società Editrice Nuova Cultura – Università Sapienza, Collana I Libri del
Nastro Azzurro, Pag. 148, ISBN 978 88 68 127831, Euro 18
Il convegno di studi “Comprendere
la Grande Guerra. Dal Primo al Secondo di Guerra 1915- 1916” si è svolto il 23
aprile 2016 in occasione della Giornata del Decorato del 2016 tenutasi a Salò
per ricordare e comprendere gli eventi iniziali, in questa data centenaria,
della Prima Guerra Mondiale. Le relazioni qui riportate vogliono offrire al
Socio del Nastro Azzurro ed ai lettori spunti per approfondire e capire quei
giorni che diedero l’avvio al nostro impegno in questa guerra che concluse il
nostro risorgimento nazionale. La Giornata del Decorato è stata anche l’occasione
per fare il punto di situazione dell’Istituto del Nastro Azzurro che ha dato
vita ad una Tavola Rotonda di cui si riportano nel volume gli interventi dei
partecipanti, presieduta dal Presidente Nazionale, Tavola Rotonda che si è
conclusa con il pensiero e una preghiera per i Caduti di tutte le guerre e per
la Patria Nostra
Il
volume è acquistabile in tutte le librerie. Oppure
Presso
la Casa Editrice, (Società Editrice Nuova Cultura attraverso la email:
ordini@nuovacultua.it
o il sito: www.nuovacultura.it/
collane scientifiche)
Presso
la Segreteria dell’Istituto del Nastro Azzurro (segrreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)
Informazioni
e dettagli su www.cesvam.org
giovedì 19 maggio 2022
Rivista QUADERNI, Anno LXXXII, Supplemento, XXI, 2021, n. 5, 21° della Rivista
Nota Redazionale
Il numero 4 del 2021, come noto, è stato un numero speciale per il centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto (1921-2021), con distribuzione straordinaria su tutto il territorio nazionale. A pag. 97di quel QUADERNO vi era il comunicato per le Scuole che indicava le modalità per la partecipazione al progetto “Storia in Laboratorio”, in cui tra l’altro, si indicavano i modi e i termini per la pubblicazione eventuale di elaborati scritti da parte degli studenti in merito alla tematica proposta. In questo numero pubblichiamo le risultanze di alcune scuole che hanno inviato materiali.
Il numero, inoltre, è tutto dedicato alla data centenaria del Milite Ignoto, nel solco della ricorrenza; pubblica anche un contributo di carattere nazionale, riguardante lo studio e la presentazione della storia della Bandiera nazionale Questo contributo è proceduto da una riflessione di Giancarlo Ramaccia sul Valore Militare ed il Milite Ignoto ed introdotto da una Poesia dedicata al Milite Ignoto di Beatrice Harrach.
A seguire Elisa Bonacini ci partecipa di una iniziativa presa in occasione della data centenaria a Latina, Stefano Mangiavacchi pubblica un articolo iconografico del passaggio del Treno del Milite Ignoto ad Arezzo e in vari comuni della sua provincia ed Alberto Vido della mostra organizzata a Sondrio sempre dedicata al Milite Ignoto.
Infine in Copertina è riprodotta la medaglia coniata dall’Istituto del Nastro Azzurro in occasione di questo citato centenario.
(massimo coltrinari)
martedì 10 maggio 2022
Una cravatta sulla Piazza Rossa
La scena politica italiana è completamente cambiata dal 24 febbraio 2022, dal momento in cui Putin ha deciso di mettere in atto quello che ha chiamato una semplice operazione militare, non avendo nemmeno la franchezza di chiamare quello che sta facendo in Ucraina, cioè una guerra.
Minacciando anche l'impiego di armi atomiche per terrorizzare quello che considera un mondo fallito da distruggere quale è l'Occidente, oggi tutti i suoi riferimento politici in Italia sono in difficoltà. Le forze antieuropeiste, sovraniste oggi devono fare i conti con una realtà precisa: continuare ed avere la speranza di diventare tanti piccoli oligarchi senza un rublo oppure cambiare direzione politica. E' un problema grave, in quando ci sarà sempre qualcuno che non è d'accordo. Finire a fare la fine dell'Ucraina, quando un parte non accetta le imposizioni è una prospettiva poco piacevole. Lasciare l'Unione Europea, uscire dalla NATO, quando i paesi confinanti con la Russia vogliono entrarci, cercare di uscire dall'Euro e proporre altre politiche economiche in nome di un nazionalismo che non ha più finanziamenti esteri, appare impresa ardua. Avere la soddisfazione di regalare cravatte e vederle indossate da chi le ha ricevute, che peraltro detesta l'Occidente, in una cerimonia ufficiale sulla Piazza Rossa davanti a migliaia di soldati pronti a muovere, è una soddisfazione che una volta esaltava, ora è molto emblematica e problematica.
venerdì 29 aprile 2022
Panorama internazionale. Aspetti Politici
MATERIALI DI TESI DI LAUREA E SVILUPPI
LA NEWS LETTERS IN DATA 26 APRILE 2022 RIPORTA I SEGUENTI ARTICOLI:
POLITICS
Myanmar's ruling military offers new peace talks for minorities. The leader of Myanmar’s military-installed government has offered to participate personally in proposed peace talks with ethnic minority groups that have long sought greater autonomy through an armed struggle.
US ready to respond accordingly if China sets up military base in the Solomon Islands. The White House has issued a stern warning to the Solomon Islands to not allow China to establish a military presence in the region. Beijing has dismissed speculation it intends to build a military base.
Nicaragua sparks backlash in quitting OAS over Ortega re-election criticism. The government said it had completed its withdrawal from the Organization of American States, a move the OAS said was violating international norms and unable to go into effect for another year.
Mexican opposition votes against the government's radical electricity reform. The legislation would have guaranteed the state-owned Federal Electricity Commission (CFE) with 54% of the market to the detriment of the private sector.
Israel’s 'fortress state' is the model for the UK’s new asylum policy. In sending migrants to Rwanda, Boris Johnson’s government has adopted a programme first established by Israel back in 2014.
US stops asking Saudi Arabia to pump more oil. Following the invasion of Ukraine, the US turned to Saudi Arabia and the United Arab Emirates to boost oil production with the goal of driving down prices. Saudi Arabia repeatedly rebuffed the request.
INFO:ricerca.cesvam@istitutonastroazzurro.org
approfondimenti sul cesvam
www.istitutodelnastroazzurro.org
mercoledì 20 aprile 2022
Rivista QUADERNI, ANNO LXXXII, Supplemento XX, 2021, n. 3, 20° della Rivista,CESVAM REPORT Settembre 2019 Agosto 2021
SOMMARIO
Anno LXXXII, Supplemento XX, 2021, n. 3,
20° della Rivista “Quaderni”
www.istitutodelnastroazzurro.it
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
www.cesvam.org
CESVAM
REPORT. SETTEMBRE 2019 – AGOSTO 2021
1.
INTRODUZIONE
La necessità di un Report.
2.
STRUTTURA
DEL CESVAM
a.
Istituto
del Nastro Azzurro Ente Morale
Statuto;
Regolamento
b.
Lo
Statuto del CESVAM
c.
Il
Regolamento del CESVAM
d.
Il
Verbale costitutivo del CESVAM del
Consiglio Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro
3.
ATTIVITA’
DEL CESVAM
Editoria
a.
La
Emeroteca del CESVAM
b.
L’Archivio-Biblioteca
del CESVAM
c.
I
Progetti di Ricerca. La realizzazione e la finalizzazione
Ricerca
d.
Le
attività in essere.
e.
La
Rivista “Quaderni del Nastro Azzurro”
f.
I
“Quaderni On Line”
g.
I
Blog di carattere storico, estensione di ricerca
h.
I
Blog di carattere geografico, estensione di ricerca
i.
I
Blog di carattere associativo e divulgativo
j.
I
CESVAM Papers, collana “occasional” di pubblicazioni
k.
I
Libri della Collana del Nastro Azzurro”
Didattica
l.
L’Attività
didattica per Master di 1° e 2° Livello
m. L’Attività
didattica per Corsi di Formazione
Divulgazione
n.
Il
Sito dell’Istituto del Nastro Azzurro. Concorso alla Gestione
o.
La
Piattaforma del CESVAM. Lo strumento di divulgazione al passo con i tempi
p.
I
Convegni e le Conferenze
q.
Gli
“Incontri con l’Autore”
r. Collaborazione con
Enti, Istituti, Accademie, Università. Il Confronto
4.
CONCLUSIONE
.
Lineamenti per il futuro
5.
IL
PERIODICO “NOTIZIARIO DEL NASTRO AZZURRO
Nota redazionale:
Questo numero della Rivista
“QUADERNI” come si può notare, pur mantenendo la struttura base, non porta la
tradizionale suddivisione “Il mondo da cui veniamo: la memoria” e “Il mondo in
cui viviamo: la realtà d’oggi” e le relative rubriche. Questo per lasciare lo
spazio al Report del CESVAM, Questo Report, come ampiamente si è riportato nel
Report stesso, vuole essere una documentazione fattiva della risposta che la
Presidenza Nazionale ha voluto dare, con il Report pubblicato nel 2019 (N. 3°
della Rivista, Supplemento XIII, Luglio-agosto 2019) alla lenta crisi che aveva
attanagliato l’Istituto culminata, in chiave di retrospettiva storica, con
l’anno 2014, considerando il 2015 l’anno della svolta a cui tutti hanno dato un
ampio contributo. Questo numero della Rivista vuole essere la continuazione del
Report per il quinquennio settembre 2014 – agosto 2019, mantenendo la stessa
articolazione ed aggiornandone i contenuti per il periodo di riferimento. Si
vogliono fornire elementi di riflessione sulle scelte fatte, sui successi
ottenuti, sugli scostamenti da correggere, per proseguire, in vista degli anni
futuri, verso una affermazione dell’Istituto sempre più ferma e decisa.
(massimo
coltrinari)
I di Copertina: Lo stemma del CESVAM
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Il presente numero può essere
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di Loreto 24 C.C.703202000000002122 IBAM IT 85P0 5387 0320 200000000 2122.










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