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domenica 30 ottobre 2022

A Roma, Nuovo Governo

 Si è insiedato il Nuovo Governo. Tutto sembra che stia per andare per il meglio. Grandi dichiarazioni. Sorrisi.Faremo, vederemo, innoveremo. Grandi promesse. Squadra che promette ogni cosa. Sembra di vivere i giorni d'estate quanto le squadre di calcio fanno il mercato estivo e ogni nuovo campione che arriva sembra destinato a portare la squadra a vincere e raggiungere tutti i traguardi. Ogni squadra sarà la prima.

Un altro mese di grandi dichiarazioni, e a Natale arriverà la realtà come per tutti i governi, forse ad eccezione di quello di Draghi, composto da tecnici di altissima preparazione e non da politici, da trent'anni a questa parte. Ci saranno le faide interne, i tradimenti, levati tu che mi ci metto io,  e durerà i classici 15 mesi come da media di ogni governo italiano. La speranza , come sempre , è di sbagliarsi, ma i precedenti non sono incoraggianti.

lunedì 26 settembre 2022

Le Elezioni politiche. Considerazioni a margine



 Il risultato delle elezioni politiche confermano i sondaggi che da oltre tre mesi, dalla caduta del Governo Draghi, avevano predetto. Subito occorre marcare che la Rai Ente Pubblico si era già uniformata a questi risultati incidendo nella campagna elettore oltre la sua veste istituzionale. Occorre quanto prima, ma è una utopia, sottrarre L'Ente Televisivo di Stato al monopolio dei Partiti. Esiste una trasmissione da oltre 40 anni che puntualmente, con la scusa dell'equidistanza, sta dalla parte del vincitore di turno. In una democrazia vera questo non accadrebbe, in una oligarchia allargata, si. 

 Il dato principala e che su 50 milioni di italiani aventi diritto al voto solo poco meno del 60% sono andati a votare. Questo significa che il sistema partitico non è accettato da oltre il 40% degli italiani. Come nelle precedenti votazioni, si è andati a votare sperando che le cose cambino in meglio. Nel 2018 la grande adesione ad un partito che oggi e praticamente scomparso, tranne una raccolta di voti nel meridione d'Italia con forti sospetti dell'intervento dell'antistato in virtù del reddito di cittadinanza. Questo è un modo per essere mantenuti dallo Stato e fare un secondo lavoro in nero, che questo partito ha introdotto. Non eletto anche uno dei suoi leader più significativi. Le grandi speranze del 2018 sono tutte naufragate con questo voto. Ora è la stessa storia. Gli italiani si sono riversati su un partito, quello di destra, mai stato al potyere che si spera faccia cambiare le cose. In realtà non cambierà nulla o quasi, e fra cinque anni, forse, assisteremo alla settsa parabola del vincitore del 2018. Un dato è da rilevare. In declino totale chi si era alleato e rappresentava gli interessi della Russia in Italia.

La sinistra ha pagato pesantemente la mancanza del senso della realtà. Per chi combatte per arrivare alla fine del mese non è prioritario battaglie a tutto campo sul ius soli, sui diritti degli omossessuali e via andando sul l'onda del radical chic,  che sulla carta sarebbero anche sacrosante, ma vale per chi ha le spalle coperte, la sicurezza economica, il presente ed il futuro assicurato. Chi, già ricco, è caduto nella povertà chi era povero ed è rimasto povero  difficilmente comprende questa politica raffinata da elites culturali d'avanguardia. Riuscire a perdere un collegio come quello di Sesto San Giovanni una volta definita con orgoglio la Stalingrado d'Italia feudo assoluto del Partito Comunista con un 49% dato alla leader della destra è un impresa, al negativo, epocale. Come epocale, ed occorre riflettere, la perdita secca delle regioni dette "rosse" Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Marche. Qui vi è stata la devastante parabola di Renzi, per molti un grande traditore della sinistra ( anche per tutti i coinvolgimenti di personaggi a lui vicino in tema di banche fallite a danno dei piccoli risparmiatori).

Più che una vittoria della destra appare una sconfitta della sinistra, che deve recuperare i suoi valori, scendere nella realtà della vita, capire che cosa sia il precariato, capire cosa vuol dire una scuola che non educa, non insegna ed illude, a cui fa da megafono una università sempre più esamificio specializzato nella non preparazione al mondo del lavoro, con relativa fuga di cervelli all'estero, che vanno via per sopravvivere, per fermarsi a questi primi punti. 
Grande euforia per la destra, ma nella campagna elettorale hanno trionfato le tre P:
Promesse, sapendo poi che non potranno essere mantenute e non saranno mantenute
Polarizzazione: litigio tutti contro tutti, aggressività a tutto tondo,  beceri in tavole rotonte di presunti esperti al soldo del persuasore occulto
Post Verità: non è il caso di dire come stanno le cose, racconta come il tuo interlocutore voglia che siano e farlo credere che sia così. Conquista il suo consenso e gestisci il potere che ti è stato dato.

Il partito vincitore ha detto tante cose, prim fra tutti che non è fascista, nel senso tradizionale del termine. Sarà dura per la sua leader tenere a freno quella fascia che vuole assolutamente rievocare e viveri i buoni tempi andati. La grande fortuna di tutti, sia a destra che a sinistra, che per gran parte nessuno conosce la Storia, quella vera, ma solo la post verità sul fascismo, un qualcosa che non è mai esisto, una fiction, una favola che tutto indora. Quindi è tutto bello e tutto santo. Certamente chi stava sui carri bestiame diretto in Germania, se fosse sopravvissuto avrebbe qualche cosa da puntualizzare. Ma il tempo è andato ed è bene ancora vivere di speranza e di illusione. Come nel 2018, quando  i vincitori di quelle elezioni erano convinti di realizzare ogni cosa che speravano, senza sapere come e cosa fare.

Con le citate Tre P in piena funzione affrontiamo questi cinque anni, che saranno come i cinque anni trascorsi.L'unica speranza è che l'Europa non ci abbandoni, altrimenti saremo una delle tante repubbliche sudamericane di buona memoria, sprofondate nella miseria nella povertà e con elites da quarto mondo.

mercoledì 21 settembre 2022

Anno Accademico 2022/23 Iscrizioni ai master Politica MIlitare Comparata e Terrorismo ed ANti terrorismo internazionale

 

L’Istituto del Nastro Azzurro, tramite il CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare, ha attivato presso la Università degli Studi N. Cusano Telematica Roma master di 1° livello e corsi di perfezionamento  colti, nel quadro dei programmi accademici, a diffondere ed approfondire gli studi e le ricerche sul Valore Militare.

1.      Master di 1° Liv. In “Storia Militare Contemporanea. Dal 1796 ad oggi”.  presso la degli Studi N. Cusano Telematica Roma. Attivato dall’anno Accademico 2018/2019 (per laureati)

Iscrizione dal 1 settembre 2022. Info www.unicusano.it /master

 

Master di 1° Liv. In “ Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi. presso la degli Studi N. Cusano Telematica Roma. Attivato dall’anno Accademico 2020/2021 (per Laureati). Iscrizione dal 1 settembre 2022. Info www.unicusano.it /master

 

Master di 1° Liv. “Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale”. presso la degli Studi N. Cusano Telematica Roma. Attivato dall’anno Accademico 2021/2022 (per Laureati). Iscrizione dal 1 settembre 2022. Info www.unicusano.it /master

 

Corso di Aggiornamento e Perfezionamento . “Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. presso la degli Studi N. Cusano Telematica Roma.. Attivato dall’anno Accademico 2021/2022 (per Diplomati). Iscrizione dal 1 settembre 2022. Info www.unicusano.it /master

 

I Soci del nastro Azzurro hanno condizioni agevolate di iscrizione che sono riportate sul bando

Ulteriori Indicazioni ed approfondimenti: info  didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org

venerdì 9 settembre 2022

Nota sulla guerra

 

Sempre, stupidamente, in guerra

Un rosario doloroso, che pare inevitabile: la guerra nel Tigrai, con i bambini morti; e ancora l’Africa, che non trova pace; il Pakistan strozzato dalla crisi politica e da quella ambientale; poi, di nuovo e sempre l’Ucraina, con il 20% del territorio in mano ai russi e la guerra che pare infinita. Ancora una volta, l’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo segue la strada del racconto e dell’analisi per spiegare le ragioni delle troppe guerre del Pianeta. Ogni volta, in ogni caso, in ogni singolo luogo di scontro, significa confrontarsi con l’irrazionalità: la pace sarebbe sempre possibile, la guerra sempre evitabile. Serve solo l’intelligenza di capire che avere più equilibrio fra ricchezze, diritti e esseri umani significa vivere meglio. Il Mondo non ha bisogno di patrioti ed eroi. Ha bisogno di intelligenza.
Fonte: Atlante delle Guerre settembre 2022

martedì 30 agosto 2022

Rimini, il Papa, i Cattolici e Draghi con un dubbio: Porta Pia.



 Ad un mese dalla caduta del Governo Draghi in Italia  è iniziata la campagna elettorale. I partiti politici si presentano agli elettori con il variegato mondo delle promesse elettorali, sapendo benissimo che non potranno mai mantenerle. Le interferenze della Russia attraverso i partiti a lei collegati in questa campagna sono evidenti. La dichiarazione del Presidente Russo Medved che invita gli italiani a non votare per un governo, come quello passato, "idiota" rappresenta la superbia la spocchia di una Nazione non solo sull'orlo di una disintegrazione come quella del 1989, ma incapace di vincere una guerra, da lei chiamata operazione militare, contro una nazione che praticamente era nella sua orbita, Come ulteriore segno di debolezza ha mandato quattro navi in Adriatico, cercando di creare quel clima di scontro che andrebbe tutto a favore dei suoi partiti in Italia, nell'indifferenza totale degli Italiani, in vacanza, e tallonata dalla unità della marina Militare italiana che lo dovevano fare d'ufficio.

A Rimini, in quel consesso in cui anni fa accolto Berlusconi definito "uno di noi", che ha celebrato un matrimonio-non matrimonio , che si candida a Presidente della repubblica ad ogni occasione ora i cattolici, che hanno ricevuto l'ordine dal papa di astenersi dalla campagna elettorale devono per forza giocare la parte degli ubbidienti e non possono esultare ancora per una destra che si presenta con un programma retrivo: sovranismo ( ovvero il debito italiano lo pagano gli italiani, come giusto,) e la rinnovata autarchia di buona memoria. Ancora non siano arrivati a staccare le cancellate e a rovistare nelle cantine, ma ancora qualche passo e riusciremo ad avere le materie prime strategiche che ci servono con questo approccio altamente strategico. Però, occorre dirlo, faremo contento Medved, e non è poco.

Sarà un bel vedere  a settembre nel quadro della maturità degli Italiani. Dopo aver sostenuto i 5 Stelle che effettivamente ci hanno fatto vedere le stelle, che ancora non si è capito perchè hanno fatto cadere il Governo, mossa propedeutica alla loro scomparsa,  ora vediamo se lasciando l'Europa e lasciando chi ci può aiutare (Nato, Ocse UE ecc.) riusciremo a peggiorare una situazione che la più galoppante fantasia non poteva immaginare. 

Draghi a Rimini ha tracciato il quadro di quello che si deve fare. Vediamo se i Cattolici, che ancora non hanno digerito Porta Pia, ma hanno un Papa, che venendo da un altro  mondo, cerca disperatamente  un pochino di farli rinsavire.  Certamente non quel gruppo di cattolici "doc" che in una Chiesa di Via della Conciliazione a Roma pregano ogni sera in modo sentito ed accorato per la morte di questo. Papa. Lui chiede sempre di "pregare per lui" Forse non intendeva questo tipo di preghiere.  Il dubbio rimane: a Porta Pia i piemontesi sono stati troppo buoni...

sabato 20 agosto 2022

La prigionia in mano ai Francesi 1940 -1945


 La prigionia in mano ai Francesi nella seconda guerra mondiale in termini di crudeltà ed efferatezza non fu inferiore a quella  nazista. Il Volume raccoglie le testimonianze  di coloro che ne furono protagonisti.

 Tale violenza ha assuto questo grado estremo anche per la politica italiana del fascismo, soprattutto il momento della entrata in guerra dell'Italia nel giugno 1940, quando la Francia era stata ormai sconfitta e prostrata. Chi semina vento sempre ha raccolto tempesta.

domenica 24 luglio 2022

La Caduta di Draghi

 A conferma di quanto si scriveva, la politica italiana è sempr epiù inaffidabile, Draghi, e la sua squadra di tecnici non hanno più la maggioranza. Ora si va alla elezioni anticipate chiedendo al popolo sovrano chi ci deve governare. Ardua richiesta in quanto la classe politica, al contrario di altre professioni, non esprime persone che abbiano la capacita di affrontare temi complessi. Tutti possono fare tutto, il problema è come. Pertanto ancor auna volta l'Italia dimostra che non è in gradi di selezionare e esprimere una classe dirigente. Mancano quelle he una volta erano le scuole di formazione, confessionali, laiche di partito e chi arrivava alla politica era espressione di una selezione meritocratica degna di nota. I mesi che ci aspettano saranno all'insegna delle promesse, tanto nessuno le mantiene. Ad ognuno di queste occorre valutarla attraverso la griglia: come, le si realizza, con che soldi e con che uomini, A Roma ancora eccheggiano frasi " il vento cambierà.." il vento sta cambiando" In sei mesi risolveremo questo e quello. In realtà il vento non è cambiato, non è stato risolto quello che si voleva risolvere ma in più abbiamo un altro strato di persone che si sono fatte le posizioni lucrative e di rispetto su promesse  e favole. Il rischio qualunquista è evidente, ma la realtà in politica, in prospettiva futura, supera sempre la più galoppante negativa fantasia.

domenica 10 luglio 2022

La politica Italiana sempre più inaffidabile

 Le attuali vicende della maggioranza con le altalene del partito di maggioranza relativa che ancora non ha deciso che cosa sia, rendono sempre più inaffidabile la politica italiana, che ormai non sa più esprime leader e persone che siano in grado di poter gestire l'interesse pubblico. Aumenta la preoccupazione dei cittadini che di fronte alla pandemia e di fronte alla guerra in corso assistono a comportsmrtni che non sono proprio rassicuramti

domenica 19 giugno 2022

Antonio Trogu Evoluzione della nato

 



La sigla NATO sta per North Atlantic Treaty Organization, ovvero Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord. Si tratta di un'organizzazione internazionale che ha lo scopo di creare una collaborazione fra i paesi membri sotto il punto di vista della difesa.

 

La NATO nasce dal Patto Atlantico, firmato a Washington il 4 aprile 1949, ed entrato in vigore il 24 agosto dello stesso anno. L'organizzazione ha sede a Bruxelles, in Belgio e i paesi fondatori sono stati 12 mentre oggi la lista dei paesi membri ha invece raggiunto quota 30:

BELGIO (1949)

 

REGNO UNITO (1949)

 

ESTONIA (2004)

 

CANADA (1949)

 

STATI UNITI (1949)

 

LETTONIA (2004)

 

DANIMARCA (1949)

 

GRECIA (1952)

 

LITUANIA (2004)

 

FRANCIA (1949)

 

TURCHIA (1952)

 

ROMANIA (2004)

 

ISLANDA (1949)

 

GERMANIA (1955)

 

SLOVACCHIA (2004)

 

ITALIA (1949)

 

SPAGNA (1982)

 

SLOVENIA (2004)

 

LUSSEMBURGO (1949)

 

POLONIA (1999)

 

ALBANIA (2009)

 

NORVEGIA (1949)

 

REPUBBLICA CECA (1999)

 

CROAZIA (2009)

 

PAESI BASSI (1949)

 

UNGHERIA (1999)

 

MONTENEGRO (2017)

 

PORTOGALLO (1949)

 

BULGARIA (2004)

MACEDONIA DEL NORD (2020)

 

 

                    periodico italiano.it

 

L'elenco è in continuo aggiornamento, poiché,  come previsto dal regolamento dell'organizzazione,  può diventare membro della NATO “qualsiasi altro Stato europeo in condizione di soddisfare i principi di questo trattato e di contribuire alla sicurezza dell'area nord-atlantica”; ma con solo due limiti generali:

·                Solo gli Stati europei sono candidabili per l'ingresso

·                I candidati devono essere approvati da tutti i membri attuali

La NATO si impegna a risolvere pacificamente le controversie. In caso di fallimento degli sforzi diplomatici, ha il potere militare di intraprendere operazioni di gestione delle crisi in base alla clausola di difesa collettiva presente nell'Articolo 5 del Trattato di Washington o dietro mandato delle Nazioni Unite, da soli o in collaborazione con altre organizzazioni internazionali.

 L'articolo 5 del Trattato di Washington stabilisce che un attacco armato a uno dei paesi membri viene considerato un attacco diretto contro tutte le parti dell'organizzazione. Ciò comporta, si legge nell'articolo, che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall'art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale.

Durante la Guerra Fredda, la NATO aveva una missione chiara e rigorosa contrastare e sconfiggere il Patto di Varsavia[1]. Dopo la caduta del muro di Berlino e il dissolvimento del nemico storico rappresentato dal Blocco Orientale, la NATO ha perso il suo status difensivo, trasformandosi in un partenariato di collaborazione militare tra gli aderenti e agendo secondo le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU relative a situazioni di crisi di importanza globale.  

 

Nel corso della Guerra Fredda, la NATO non si è mai impegnata in operazioni militari, ma negli anni '90 nel corso del conflitto jugoslavo e della guerra in Kosovo l'alleanza ha imposto una no-fly zone, quindi ha schierato una forza di mantenimento della pace e nel 1999 ha effettuato bombardamenti sulla Jugoslavia dal termine dei quali guida una operazione di sostegno alla pace in Kossovo, KFOR. L'intero processo ha messo allo scoperto le inadeguatezze della NATO nell'affrontare una guerra calda. Negli anni 2000, la NATO dopo gli attacchi dell'11 settembre è andata in prima linea combattendo in Afghanistan e addestrando le forze afghane a partire dal 2003, contrastando la pirateria nelle acque vicino alla Somalia e poi in un intervento militare che aveva lo scopo di proteggere i civili in Libia ed è andato molto più lontano del suo mandato approvato dalle Nazioni Unite nel rovesciare il tiranno Muammar Gheddafi.

La Nato ovviamente in questi 73 anni ha dovuto adattare la sua natura e i suoi obiettivi ai numerosi cambiamenti nello scenario internazionale, dalla sua nascita sotto  diversi aspetti è molto cambiata ma rimane  un’alleanza transatlantica dove il ruolo principale, la regia, rimane agli USA che però  per decidere ha bisogno del consenso e dell’appoggio della sponda europea. Nel corso degli anni il rapporto interno all’Alleanza è molto cambiato, durante la Guerra fredda la Nato era più ridotta nel numero dei suoi componenti ma maggiormente  coesa per una sorta di comune “sentimento atlantico”, questo permetteva che anche in situazioni difficili si potessero raggiungere decisioni importanti e delicate, partendo anche da punti di vista e interessi differenti.

Oggi la Nato è aumentata nel numero dei suoi membri e questo “sentimento atlantico” è in parte cambiato, perché come prevedibile, è più influenzato anche dai punti di vista e dalle priorità dei singoli Paesi, è condizionato dalla presenza dei nuovi membri dell’Alleanza e da alcuni elementi critici nuovi, oggi presenti.

La NATO ha intensificato la propria presenza nei Balcani. Prima nel 2009, con l’ingresso di Albania e Croazia,  poi nel 2017 con l’inclusione del Montenegro e nel 2020 con l’adesione dalla Macedonia del Nord, l’alleanza si è garantita la presenza su tutti gli sbocchi europei sul mar Mediterraneo. Da sottolineare che la Russia da sempre considera i Balcani una propria naturale zona d’influenza ed attualmente questa è limitata alla sola Serbia, dove la NATO rimane altamente impopolare per via del ricordo vivo dei bombardamenti.

Sul piano europeo è evidente che vi sono differenze tra i Paesi membri,  da un lato vi sono i Paesi dell’est e i Baltici, entrati nell’Alleanza più recentemente, che hanno come priorità il contenimento russo e questo allargamento ad est ha provocato uno sgretolamento delle relazioni USA-Russia.

Sul versante meridionale la tendenza e’ dare priorità al tema del Mediterraneo che è però un tema poco sentito dai Paesi del nord-est. Vi e’ poi, all’interno dell’Alleanza, una questione aperta che riguarda il rapporto con un alleato importante come la Turchia. La trasformazione del ruolo della Turchia nell’Alleanza va di pari passo con la trasformazione impressa dal presidente Recep Erdogan alla politica estera e di difesa del paese, l’intervento militare diretto di Ankara nel conflitto siriano allo scopo di contrastare la presenza curda lungo i suoi confini meridionali, che viene percepita come una minaccia alla sicurezza nazionale,  ha sollevato timori di uno scontro con Washington, alleata invece delle forze curde nella lotta allo Stato islamico. Vi e’ poi la contesa che la Turchia ha con la Grecia reclamando un “diritto” di trivellazione in area di competenza greca e questo e’ fonte di imbarazzo nella NATO.

Come detto e’ inevitabile che esistano sia in ambito atlantico sia in ambito europeo delle diffidenze reciproche, l’Unione europea può avere interessi prioritari e propri su aree o tematiche che magari interessano meno alla Nato come ad esempio all’Africa, un continente in “esplosione” con grandi problematiche che ci riguardano molto da vicino e anche con grandi potenzialità, che per gli europei è una necessaria priorità.

Dall’altro lato dell’Atlantico invece, negli Stati Uniti, il tema dell’adesione alla Nato negli ultimi anni è stato un tema dibattuto anche se oggi, sia in ambito militare sia politico sembra essere chiaro che l’esistenza della Nato e il rapporto con gli alleati è centrale anche per la sicurezza nazionale americana.

Ma nonostante questa adesione alla Nato in molti ambienti militari e politici americani, qualche elemento di dubbio ha riguardato, in alcuni casi, l’atteggiamento da parte della precedente presidenza, da cui la Nato è stata spesso inquadrata più come un costo e non sempre in termini positivi. Si e’ visto che Trump non credeva nelle alleanze e negli impegni presi nei trattati,  aveva molti dubbi sui partner europei e che la leadership  americana significava che gli Stati Uniti avrebbero fatto ciò che volevano con gli europei che si sarebbero adattati. Trump aveva bollato l’Alleanza atlantica come una struttura obsoleta, un relitto della Guerra Fredda che metteva i bastoni tra le ruote al suo tentativo di arrivare a una distensione con la Russia di Vladimir Putin,  questo aveva messo in crisi quello che sembrava un asse politico militare indistruttibile.

Dopo lo stupore per gli attacchi del presidente americano le capitali europee hanno tratto le proprie conclusioni. È stata soprattutto Parigi ad essersi mossa con più decisione per guidare l’Unione europea verso una maggiore indipendenza in materia di sicurezza e difesa. In una intervista all’Economist a novembre 2019 il Presidente francese Macron aveva detto con parole inequivocabili “stiamo vivendo la morte cerebrale della NATO” con riferimento alla mancanza di coordinamento tra Europa e Stati Uniti e all'azione aggressiva in Siria della Turchia, un membro chiave dell'Alleanza Atlantica. "Non c'è alcun coordinamento del processo decisionale strategico tra gli Stati Uniti e i suoi alleati", aveva dichiarato Macron, "c'è un'azione aggressiva non coordinata da parte di un altro alleato della Nato, la Turchia, in un'area in cui sono in gioco i nostri interessi". In pratica si riferiva al l'intervento militare turco contro le forze curde nel Nord in Siria, fortemente criticato da alcuni membri Nato, ma reso possibile dal ritiro delle truppe Usa, ordinato dal presidente Usa Donald Trump.

Ricordiamo che nel 1966 la Francia cessò la sua partecipazione al comando militare integrato e questa decisione si e’ prolungata quarantatré anni, anni nei quali la Francia non ha però mai fatto mancare l’appoggio all’Alleanza, con la partecipazione diretta alle operazioni militari, dalla Bosnia ed Erzegovina, al Kosovo, all’Afghanistan. Solo nel 2009 , con il Presidente Sarkozy e’ rientrata a pieno titolo nel comando integrato dell’Alleanza. 

La presidenza Biden è stata accolta inizialmente dai membri della NATO con un sospiro di sollievo nella speranza di ricucire gli strappi che si erano accumulati in quattro anni di presidenza di Donald Trump. Rimangono però fattori di tensione che riguardano le recriminazioni USA per gli scarsi contributi europei alle spese dell’alleanza, lo spostamento del focus americano verso il Pacifico e non ultimo il desiderio e tentativo europeo di avere una politica estera e di sicurezza sempre più autonoma dalle risorse di Washington.

Inoltre gli alleati europei si sono lamentati di quella che vedevano come un'inconcepibile mancanza di consultazione anticipata ovvero il recente ritiro caotico delle forze occidentali dall'Afghanistan, che e’ stato da alcuni visto come la più grande debacle che la Nato abbia subito dalla sua fondazione.

L’intervento russo in Ucraina ha in un certo modo ricompattato l’Alleanza anche se rimane la questione dell’ulteriore allargamento della NATO con il possibile ingresso di Finlandia e Svezia. In realtà i due Stati scandinavi, pur formalmente estranei al blocco atlantico, sono da tempo integrati nel blocco occidentale essendo entrambi membri dell’Unione europea e partner della NATO.

Sembra quindi superata la posizione francese di “morte cerebrale dell’alleanza” che ora ritiene non valido l’aspetto competitivo tra difesa europea e Alleanza transatlantica e che quest’ultima può essere rafforzata da una sovranità europea.

E’ inevitabile che sia in ambito atlantico che in ambito europeo vi siano delle diffidenze reciproche ma ora più che mai un forte pilastro europeo può solo essere un valore aggiunto per la NATO. Il quadro della sicurezza europea sta cambiando rapidamente, rimane prioritario assicurare la difesa dell’integrità’ territoriale anche in considerazione dell’intervento della Russia con forze militari nei confronti di uno stato sovrano come in Georgia nel 2008, in Crimea nel 2014 ed ora in Ucraina. E’ il momento di pensare ad una comune politica estera e di difesa europea.

La sfida principale per la NATO del futuro e’ prendere atto che l’Alleanza non dipende dalle scelte strategiche delle amministrazioni americane e non funge da strumento della politica estera di Washington ma è dotata di una componente, quella europea, che concorre all’esistenza dell’ombrello Nato. Il progetto di “difesa europea” deve essere sviluppato in tempi brevi con una linea politica chiara, condivisa ed unitaria che potrebbe portare, in futuro ad una divisione dei compiti tra UE e NATO.

 

 

 

 

 



[1] Nel 1955, l’URSS e gli altri stati socialisti del cosiddetto “blocco orientale” sottoscrissero il Patto di Varsavia, un’alleanza militare che aveva a sua volta lo scopo di fare da deterrente, dopo l’ingresso della Germania Ovest nella NATO

lunedì 23 maggio 2022

Prima Guerra Mondiale. Il 1915-1916 - La IV Guerra di Indipendenza

 


MASSIMO COLTRINARI, GIANCARLO RAMACCIA, (a cura di), COMPRENDERE LA GRANDE GUERRA. DAL PRIMO AL SECONDO ANNO DI GUERRA: 1915 – 1916. ATTI DEL CONVEGNO IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DEL DECORATO SALO’ 23-24 APRILE 2016 Roma, Società Editrice Nuova Cultura – Università Sapienza, Collana I Libri del Nastro Azzurro, Pag. 148, ISBN 978 88 68 127831, Euro 18

Il convegno di studi “Comprendere la Grande Guerra. Dal Primo al Secondo di Guerra 1915- 1916” si è svolto il 23 aprile 2016 in occasione della Giornata del Decorato del 2016 tenutasi a Salò per ricordare e comprendere gli eventi iniziali, in questa data centenaria, della Prima Guerra Mondiale. Le relazioni qui riportate vogliono offrire al Socio del Nastro Azzurro ed ai lettori spunti per approfondire e capire quei giorni che diedero l’avvio al nostro impegno in questa guerra che concluse il nostro risorgimento nazionale. La Giornata del Decorato è stata anche l’occasione per fare il punto di situazione dell’Istituto del Nastro Azzurro che ha dato vita ad una Tavola Rotonda di cui si riportano nel volume gli interventi dei partecipanti, presieduta dal Presidente Nazionale, Tavola Rotonda che si è conclusa con il pensiero e una preghiera per i Caduti di tutte le guerre e per la Patria Nostra

Il volume è acquistabile in tutte le librerie. Oppure

Presso la Casa Editrice, (Società Editrice Nuova Cultura attraverso la email:

ordini@nuovacultua.it o il sito: www.nuovacultura.it/ collane scientifiche)

Presso la Segreteria dell’Istituto del Nastro Azzurro (segrreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

Informazioni e dettagli su www.cesvam.org




giovedì 19 maggio 2022

Rivista QUADERNI, Anno LXXXII, Supplemento, XXI, 2021, n. 5, 21° della Rivista


Nota Redazionale

Il numero 4 del 2021, come noto, è stato un numero speciale per il centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto (1921-2021), con distribuzione straordinaria su tutto il territorio nazionale. A pag. 97di quel QUADERNO vi era il comunicato per le Scuole che indicava le modalità per la partecipazione al progetto “Storia in Laboratorio”, in cui tra l’altro, si indicavano i modi e i termini per la pubblicazione eventuale di elaborati scritti da parte degli studenti in merito alla tematica proposta. In questo numero pubblichiamo le risultanze di alcune scuole che hanno inviato materiali.

 

Il numero, inoltre, è tutto dedicato alla data centenaria del Milite Ignoto, nel solco della ricorrenza; pubblica anche un contributo di carattere nazionale, riguardante lo studio e la presentazione della storia della Bandiera nazionale Questo contributo è proceduto da una riflessione di Giancarlo Ramaccia sul Valore Militare ed il Milite Ignoto ed introdotto da una Poesia dedicata al Milite Ignoto di Beatrice Harrach.

 

A seguire Elisa Bonacini ci partecipa di una iniziativa presa in occasione della data centenaria a Latina, Stefano Mangiavacchi pubblica un articolo iconografico del passaggio del Treno del Milite Ignoto ad Arezzo e in vari comuni della sua provincia ed Alberto Vido della mostra organizzata a Sondrio sempre dedicata al Milite Ignoto.

 

Infine in Copertina è riprodotta la medaglia coniata dall’Istituto del Nastro Azzurro in occasione di questo citato centenario.

(massimo coltrinari)

 




martedì 10 maggio 2022

Una cravatta sulla Piazza Rossa

 La scena politica italiana è completamente cambiata dal 24 febbraio 2022, dal momento in cui Putin ha deciso di mettere in atto quello che ha chiamato una semplice operazione militare, non avendo nemmeno la franchezza di chiamare quello che sta facendo in Ucraina, cioè una guerra.

 Minacciando anche l'impiego di armi atomiche per terrorizzare quello che considera un mondo fallito da distruggere quale è l'Occidente, oggi tutti i suoi riferimento politici in Italia sono in difficoltà. Le forze antieuropeiste, sovraniste oggi devono fare i conti con una realtà precisa: continuare ed avere la speranza di diventare tanti piccoli oligarchi senza un rublo oppure cambiare direzione politica. E' un problema grave, in quando ci sarà sempre qualcuno che non è d'accordo. Finire a fare la fine dell'Ucraina, quando un parte non accetta le imposizioni è una prospettiva poco piacevole. Lasciare l'Unione Europea, uscire dalla NATO, quando i paesi confinanti con la Russia vogliono entrarci, cercare di uscire dall'Euro e proporre altre politiche economiche in nome di un nazionalismo che non ha più finanziamenti esteri, appare impresa ardua. Avere la soddisfazione di regalare cravatte e vederle indossate da chi le ha ricevute, che peraltro detesta l'Occidente, in una cerimonia ufficiale sulla Piazza Rossa davanti a migliaia di soldati pronti a muovere,  è una soddisfazione che una volta esaltava, ora è molto emblematica e problematica.

venerdì 29 aprile 2022

Panorama internazionale. Aspetti Politici

MATERIALI DI TESI DI LAUREA E SVILUPPI

LA NEWS LETTERS IN DATA 26 APRILE 2022 RIPORTA I SEGUENTI ARTICOLI:

 POLITICS

Myanmar's ruling military offers new peace talks for minorities. The leader of Myanmar’s military-installed government has offered to participate personally in proposed peace talks with ethnic minority groups that have long sought greater autonomy through an armed struggle.

US ready to respond accordingly if China sets up military base in the Solomon Islands. The White House has issued a stern warning to the Solomon Islands to not allow China to establish a military presence in the region. Beijing has dismissed speculation it intends to build a military base.

Nicaragua sparks backlash in quitting OAS over Ortega re-election criticism. The government said it had completed its withdrawal from the Organization of American States, a move the OAS said was violating international norms and unable to go into effect for another year.

Mexican opposition votes against the government's radical electricity reform. The legislation would have guaranteed the state-owned Federal Electricity Commission (CFE) with 54% of the market to the detriment of the private sector.

Israel’s 'fortress state' is the model for the UK’s new asylum policy. In sending migrants to Rwanda, Boris Johnson’s government has adopted a programme first established by Israel back in 2014. 

US stops asking Saudi Arabia to pump more oil. Following the invasion of Ukraine, the US turned to Saudi Arabia and the United Arab Emirates to boost oil production with the goal of driving down prices. Saudi Arabia repeatedly rebuffed the request.


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